Il mio giorno 0

Oggi, 25 ottobre 2026, è il mio giorno 0.

Ho compiuto 30 anni una settimana fa e non ho postato foto, non ho messo video, non ho ringraziato nessuno per i regali.

Semplice. Non mi andava. Ovvio.

Fino a una settimana fa mi sentivo una persona diversa.

Avete mai vissuto un momento della vostra vita in cui tutto quello che avete fatto fino a quel momento vi è sembrato sbagliato? Avete mai avuto l’impressione di aver trattato in maniera superficiale tutte le persone che amavate e a cui volevate bene?

Ecco, io no. Per lo meno, fino a pochi giorni fa.

Mi conoscete tutti e sapete chi sono. Quello che non sapete è che, da pochi giorni, ho perso la persona che ritenevo più importante della mia vita.

Ecco. Allora, si può considerare il giorno in cui perdi l’amore della tua vita come il giorno 0?

La risposta è sì.

Non tutti conoscete bene la nostra storia e non starò qui a raccontarvela. Non ora.

L’unica cosa che voglio dirvi è che lei, nella sua immensità d’animo, ha cambiato la mia vita. Dicendomi che non sente più niente per me.

Ecco, da quel momento sono passate esattamente 96 ore durante le quali il mio cervello non si è mai spento.

Non sto lì semplicemente a distruggermi l’anima perché mi ha lasciato. Mi sono chiesto, per la prima volta in vita mia, cosa sentissi davvero.

Per la prima volta ho parlato con me stesso. Nel momento più difficile, più duro, più atroce.

Per la prima volta ho capito che tutti hanno bisogno di uno psicologo.

Inutile dire che, se non fosse stato per questo suo gesto d’amore, perché di nient’altro si tratta, non avrei mai intrapreso questo viaggio dentro me stesso.

Per anni mi ha chiesto di aprirmi e di condividere con lei tutto quello che sentivo. Per anni non me la sono sentita. Non per colpa mia. Era il mio io che non voleva.

Lo so che tutti sentite quella vocina, quando avete dei brutti pensieri, che vi dice: «Non parlare». Che vi dice: «Tranquillo, sta tutto a posto».

Ecco, non datele retta. Lei non sa quello che sta dicendo. Semplicemente, parla al posto vostro.

Oggi ho iniziato a smettere di ascoltare quella vocina e voglio esortare, anzi, urlare a tutti voi di non sentirla.

Se non fosse stato per lei, ovviamente, non ci sarei mai arrivato. Ed è per questo che oggi, solo qui, voglio fare una cosa: lei lo ha fatto distruggendosi e l’unica cosa che posso fare io, per ripagarla, è dire a tutti voi…

AMATEVI.

Cercate voi stessi. Non accontentatevi. Coltivate sogni e passioni.

Ho riscoperto, dopo anni, che mi piace scrivere. Ho camminato per la prima volta veramente da solo. Mi sono guardato dentro e, per la prima volta, ho parlato con me stesso di tutte quelle situazioni rimaste irrisolte nella mia vita.

Calcolate che non ne ho quasi mai risolta una.

Per la prima volta ho detto a mia madre e alle persone più importanti per me quanto io voglia loro bene.

Per la prima volta ho respirato nella mia vita, dopo 30 anni.

E questo grazie a una persona speciale.

Ho scoperto che l’emotività non è un tabù. Anzi, unisce.

Ho scoperto che scoprirsi rende liberi. Liberi di dire alle persone a cui vuoi bene quello che senti e pensi di loro, senza rancori o bugie.

Se sento che la mia vita cambierà, è solo grazie a lei.

Sono Riccardino 2.0 e questo blog sarà il mio modo di dirle grazie per il resto della mia

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